| La Dea Bendata |
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Alcuni utili consigli su come integrare abilità strategica e accortezza statistica, per ottimizzare le possibilità di vittoria del vostro esercito Qualche giocatore alle prime armi, che questi si lamenti imputa la sconfitta alla sola sfortuna. Sebbene sia evidente il ruolo della dèa bendata in un gioco in cui gli scontri si risolvono con un tiro di dadi, è anche vero che con qualche semplice accorgimento questa aleatorietà può essere tenuta sotto controllo.
Se per i tiri per il disimpegno o tutti quelli che richiedono il tiro di un solo dado non possiamo far altro che affidarci alla fortuna, qualcosa si può invece fare per i tiri più importanti, quelli cioè che risolvono uno scontro in mischia o a distanza.
Nella tabella qui sopra potete vedere le statistiche di tiro di due dadi a sei facce. Appare evidente che lo spartiacque tra un attacco con buone probabilità di successo e un possibile fallimento sia il 7. Da qui possiamo ottenere una prima regola generale, magari un po’ scontata ma che spesso nella mia esperienza di Warlord ho notato essere seguita da pochi: evitate di impostare un attacco dove il tiro necessario a colpire sia superiore a 7. Dalla semplice osservazione della tabella si deduce anche un successivo corollario: come si può notare mano a mano che i numeri si fanno più bassi le probabilità di colpire aumentano di molto, e già un 6 ci garantisce ottime ‘chances’ di successo. Per cui, se possibile, cercate di sfruttare gli attacchi in formazione: meglio utilizzare tre miniature in formazione e tentare un attacco con un 6 piuttosto che tentare due attacchi da 8, soprattutto se nella situazione in cui vi trovate -come spesso accade- è di fondamentale importanza ‘ammorbidire’ la miniatura che state attaccando. Perciò, non appena cominciate uno scontro, conviene subito individuare tra le truppe dell’avversario quelle più pericolose Il vostro scopo, se seguite una strategia aggressiva, sarà quello di muovere le vostre unità in modo da trovarvi nella situazione ideale per poterle attaccare con il valore più basso, utilizzando le vostre unità con il valore di attacco maggiore (non necessariamente il danno), e preoccupandovi nel frattempo di proteggerle utilizzando le altre unità a vostra disposizione. Un ulteriore sviluppo di queste riflessioni riguarda a questo punto alcune regole generali circa la costruzione di un esercito. Nel tentativo di arginare il valore della fortuna, converrà scegliere alcune unità con un valore di attacco particolarmente alto.
Vi consiglio di lasciar perdere le uniche troppo costose anche se potenti sebbene queste abbiano valori di attacco molto elevati, hanno anche un costo in punti che vi costringerebbe a inserire nel vostro esercito, oltre all’unica in questione, solo poche unità di supporto, rischiando così di sforzare costantemente la vostra singola unità d’attacco che prima o poi sarà costretta a soccombere.
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